TERNI E NARNI SULL’ORLO DI UNA CRISI INDUSTRIALE DIFFUSA

DALLA TERNANA CALCIO A MOPLEFAN, FORVIA-FAURECIA, ALCANTARA E SANGRAF: LAVORO, PRODUZIONE E FUTURO DEL TERRITORIO SOTTO ATTACCO, MENTRE POLITICA E GOVERNO RESTANO INSUFFICIENTI.

I segnali di crisi che vengono dal settore industriale di Terni e Narni dovrebbero costituire un serio motivo di preoccupazione per le forze politiche e per le istituzioni locali di questo territorio e dell’Umbria intera. Come facemmo già nel dicembre scorso, ribadiamo la vicinanza ai dipendenti della Ternana Calcio, trascinata sull’orlo del baratro dalla pervicace ostinazione con cui si è legata la sorte della società al progetto Stadio Clinica. Meritano pari attenzione le criticità di parti rilevanti del tessuto industriale del nostro territorio. Si tratta di realtà produttive che, complessivamente, interessano quasi un migliaio di lavoratori, cui si aggiungono gli indiretti. Crisi che hanno inevitabili riflessi sull’intera economia provinciale e regionale, poiché incidono su redditi e consumi.

Alcuni casi si trascinano senza soluzione da tempo, come la Moplefan, 120 addetti, dove annunci trionfalistici avevano dato tutto per risolto con l’arrivo della polacca Visopak. Il recente rinnovo della cassa integrazione, protratta fino a novembre del corrente anno, pur mettendo temporaneamente al riparo i lavoratori interessati, conferma che la ripresa dell’attività produttiva (ferma da anni) è di là da venire. Le speranze sembrano affidate soltanto alla individuazione ed all’ingresso di nuovi partner imprenditoriali, ma il rischio di una marginalizzazione senza ritorno dello stabilimento ternano dai mercati, pur dinamici, degli imballaggi plastici è molto alto.

Alla crisi del settore automotive sono riconducibili, invece, le forti difficoltà che attraversano gli stabilimenti Forvia – Faurecia a Terni e Alcantara di Nera Montoro. Per Forvia - Faurecia pesa il forte rallentamento delle commesse di Stellantis Cassino, che da sole fanno circa il 50% dei volumi lavorati a Terni. La proposta aziendale, formalizzata al tavolo sindacale, di passaggio al contratto di solidarietà per circa l’80% degli addetti e di incentivi all’esodo per qualche ulteriore decina di lavoratori si iscrive in un processo di lento ma costante ridimensionamento dello stabilimento ternano, che è già al minimo dell’organico, con poco più di 200 addetti. All’Alcantara, 500 addetti, procede a singhiozzo l’attività produttiva. Una azienda che sembrava avere prospettive solide è dal 2023 in una altalena di alti e bassi.

Vivissimo allarme desta poi la situazione di Sangraf di Narni Scalo, 60 addetti, dove siamo ormai da mesi al fermo completo della produzione di elettrodi, non vengono mantenuti i livelli di manutenzione necessari alla ripresa della produzione, stanno venendo meno i requisiti minimi di sicurezza sul lavoro per i pochi lavoratori che non sono coinvolti nella cassa integrazione.

Su tutti questi punti di crisi e sull’insieme del tessuto produttivo ed economico incidono poi gli effetti delle tensioni internazionali, delle guerre sconsiderate intraprese da Trump e Netanyahu, dei conseguenti sconvolgimenti dei mercati internazionali, delle bufere finanziare che travolgono le Borse. Particolarmente pesanti sono soprattutto i costi energetici che si stanno abbattendo sui conti economici delle imprese e delle famiglie.

Esistono, a nostro parere, tutti i presupposti per l’apertura di una vertenza territoriale dell’Umbria del Sud. L’estensione della ZES all’Umbria è, nel migliore dei casi, una risposta insufficiente e parziale, perché continua a fondarsi soltanto sulle dinamiche di mercato. Un territorio a vocazione industriale come quello di Terni e Narni può e deve trovare una nuova prospettiva fondata su transizione ecologica ed energetica, innovazione tecnologica, ricerca avanzata, formazione superiore. Una prospettiva che si può inverare solo a condizione che vengano definite politiche industriali pubbliche, nazionali ed europee, indirizzo che il governo Meloni si è finora ben guardato dall’assumere.

Per parte nostra, come abbiamo fatto in questi mesi, sosterremo le iniziative che Regione dell’Umbria ed organizzazioni sindacali hanno avviato per arrestare questo declino e ridisegnare il futuro economico e sociale di questo territorio lungo l’asse dello sviluppo sostenibile.

Segreteria provinciale SINISTRA ITALIANA – AVS Terni
Terni, 20/04/2026