Comunicato stampa

L’EVERSIONE DI DESTRA, LA DEFORMAZIONE DELLA STORIA, LA CATTIVA MEMORIA DELLE ISTITUZIONI LOCALI TER

Sinistra Italiana Terni · 28/05/2026

L’EVERSIONE DI DESTRA, LA DEFORMAZIONE DELLA STORIA, LA CATTIVA MEMORIA DELLE ISTITUZIONI LOCALI TER

L’EVERSIONE DI DESTRA, LA DEFORMAZIONE DELLA STORIA, LA CATTIVA MEMORIA DELLE ISTITUZIONI LOCALI TERNANE

Chiunque abbia visto la puntata di Report di domenica scorsa non può che porsi interrogativi angosciosi sul ruolo dell’eversione neo-fascista in alcuni tra i principali eventi criminali che hanno insanguinato il nostro Paese.

Ranucci e la sua squadra hanno fornito documentazione copiosa e circostanziata in merito a tre vicende che pongono alcuni tra i più efferati delitti e atti stragisti avvenuti in Italia sotto una luce diversa da quella con cui sono stati guardati fino ad oggi:

• Nella strage di Capaci e nell’attentato mortale a Borsellino hanno avuto un ruolo due personaggi, entrambi militanti di Avanguardia Nazionale, dell’eversione neofascista: Stefano Delle Chiaie e Paolo Bellini, quest’ultimo condannato come uno degli autori della strage di Bologna.

• La banda della Uno Bianca, che operò a Bologna tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90, compiendo 102 azioni criminali, con 24 persone uccise e 104 ferite, e di cui era a capo Roberto Savi, agente della Questura e già militante del Fronte della Gioventù, ha avuto, con buona probabilità, più finalità terroristiche che scopi di lucro. Quindi si spiega più all’interno della strategia della tensione che nella sfera della criminalità comune.

• Ci sono stati settori importanti e uomini di spicco degli apparati di sicurezza e delle forze dell’ordine attendibilmente coinvolti nel depistare dalle reali responsabilità dei fatti criminali sopra citati e nel coprire il terrorismo nero.

Non sono vecchie storie.

Nel dicembre 2025, pochi mesi fa, la giudice Luparello ha respinto la richiesta di archiviazione della Procura di Caltanissetta sui mandanti esterni delle stragi di Capaci e di via D’Amelio e sulla possibile pista nera, ordinando ulteriori indagini che dovrebbero, auguriamocelo, essere in corso.

Terni ha pagato un caro prezzo alla strategia della tensione. Un figlio di questa città perse la vita alla stazione di Bologna. Né il 9 maggio, giornata delle vittime del terrorismo, né il 7 agosto, anniversario della morte di Sergio Secci, in questa città avviene nulla a iniziativa delle istituzioni: non una cerimonia, non un manifesto, non una bandiera esposta a mezz’asta.

Invece il Consiglio comunale di Terni, il giorno dopo il servizio di Report , vota all’unanimità un ordine del giorno presentato da Fratelli d’Italia e dal neo-vannacciano consigliere Masselli per implementare nella nostra città le iniziative volte a celebrare il 10 febbraio, Giorno del Ricordo delle foibe e dell’esodo istriano.

LA RISCRITTURA DELLA STORIA È UN PEZZO FONDAMENTALE DELL’AZIONE VOLTA A CANCELLARE I CONTINUATIVI, INSISTENTI E MAI SUFFICIENTEMENTE INDAGATI TENTATIVI DELL’ESTREMA DESTRA NEOFASCISTA DI METTERE IN DISCUSSIONE LA DEMOCRAZIA NEL NOSTRO PAESE.

Chi non lo capisce, non ha chiaro cosa sia stato in ballo e sia in ballo tuttora.

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