STADIO CLINICA - IL TAR SMONTA IL CASTELLO DI CARTE DEL COMUNE DI TERNI E RISTABILISCE LA VERITÀ DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI: LA CLINICA ERA BOCCIATA SIN DAL 2022. BANDECCHI DEVE FINIRLA DI IGNORARE LE REGOLE

Con la sentenza di ieri, che annulla la determina dirigenziale del luglio 2025 del Comune di Terni, il TAR dell’Umbria ristabilisce alcune verità che Sinistra Italiana di Terni sostiene da tempo. Tre anni e mezzo fa, la Conferenza di Servizi indetta dalla Regione dell’Umbria aveva negato l’approvazione della parte del progetto Stadio - clinica riguardante la clinica. La bocciatura era stata ampiamente motivata dal punto di vista amministrativo dalla Direzione Salute e Welfare della Regione dell’Umbria, allora governata dalla Giunta Tesei.

Ciò nonostante, l’allora Presidente della Ternana, poi assurto alla carica di Sindaco, ha pervicacemente ignorato quella conclusione e, certamente sotto consiglio imprudentemente seguito, ha costruito un castello di carte fatto di interpretazioni bislacche, di forzature procedurali, di intrecci societari per insistere nel considerare ancora fattibile quella proposta. Il castello di carte, che pure ha beneficiato di una sponda interna alla Regione dotata di creatività tanto fantasiosa quanto inconsistente giuridicamente, è però miseramente crollato al primo vaglio tecnico operato dall’organo di giustizia amministrativa di primo grado.

La Regione Umbria, titolare della Conferenza dei Servizi del 2022, ha infatti eccepito, nell’ottobre scorso, venuta a conoscenza della determina comunale, che vi erano più profili di illegittimità nell’atto assunto dal Comune. Lo ha fatto non perché è nemica di Terni, ma perché altrimenti si sarebbe resa corresponsabile di atti non conformi alle norme sanitarie, che sono di sua competenza.

Il TAR dell’Umbria (che pure in passato ha emesso sentenze a favore di Bandecchi nella qualità di Presidente della Ternana) ha dichiarato illegittima la determina dirigenziale di luglio 2025 e l’ha annullata.

Dal 2021, Terni è alle prese con questa diatriba alimentata da interessi economici molto pressanti, che riguardano da vicino il principale protagonista politico-amministrativo della vicenda, il sindaco Bandecchi. Tant’è che, a nostro avviso, non è mai stata rimossa ed è tutt’ora irrisolta la questione della incompatibilità del signor Bandecchi a ricoprire contemporaneamente la carica di Sindaco e di Presidente del Cda della società che possiede il terreno su cui la clinica deve essere costruita.

Per giustificare l’impegno profuso dal Comune di Terni in tutti questi anni si è dovuto inventare che si tratta di un progetto decisivo per il futuro della città. Niente di più falso e lontano dalla verità.

Questo progetto non è altro che un grande centro commerciale di 5800 metri quadri con annesso stadio di calcio, ridimensionato rispetto all’attuale, con nuova copertura, pagato in buona parte dal fondo sanitario regionale, cioè dalla sanità pubblica, attraverso una clinica privata convenzionata.

I cittadini ternani se ne stanno sempre più rendendo conto. Sia le elezioni regionali che il referendum dimostrano che un’ampia maggioranza di ternani ha capito di chi il Sindaco curi davvero gli interessi e, conseguentemente, non lo considerano più credibile.

Il pronunciamento del TAR ci conforta ulteriormente per chiedere che tutte le risorse del fondo sanitario pubblico siano destinate alla sanità territoriale, alla lotta alle liste di attesa e alla realizzazione del nuovo Ospedale. Niente cliniche private e niente centri commerciali a spese del contribuente. E che, per lo Stadio, si cominci seriamente a ricercare una soluzione di ristrutturazione per salvare e migliorare il “Liberati” che abbiamo.

Segreteria Provinciale Sinistra Italiana di Terni