Terni, 7 febbraio 2026

OSPEDALE DI TERNI: BANDECCHI CERCA DI FAR DIMENTICARE IL SUO LUNGO DISINTERESSE PER LA SANITÀ PUBBLICA

Ora basta intimidazioni: serve serietà e un modello di ospedale in linea con i criteri internazionali e OMS per i nuovi ospedali

Prendo atto di un fatto politico che fino a poco tempo fa sembrava impossibile: oggi anche Stefano Bandecchi parla finalmente di nuovo ospedale pubblico. In tutti questi anni, però, se n’è disinteressato, soprattutto finché c’è stata la giunta Tesei, contro cui non ha ritenuto di organizzare alcuna protesta né di chiedere a gran voce un cronoprogramma. 

Ha invece scelto di accodarsi alla proposta di project financing, cioè di privatizzare il più grande presidio della sanità pubblica della provincia di Terni.

È un cambio di quadro netto. 

E, sì, è la dimostrazione che sul terreno culturale e politico le battaglie vanno portate avanti senza indugi: abbiamo costretto chi per mesi ha alimentato ambiguità e scorciatoie a misurarsi finalmente con l’unica priorità vera, la sanità pubblica.

Per mesi abbiamo contestato l’idea di una sanità piegata agli interessi privati e alle operazioni di propaganda. 

In queste ore lo stesso Bandecchi, andando in Regione e mettendo sul tavolo cifre e tempi, è costretto a spostarsi sul terreno che abbiamo indicato: risorse pubbliche per un ospedale pubblico.

Se poi dietro la parola “ospedale” qualcuno prova a far passare un bluff — una semplice ristrutturazione di Colle Obito, magari dimensionata al ribasso, con cifre fuori scala e quindi non all’altezza delle sfide future, mentre in parallelo si lascia spazio o centralità a una clinica privata — allora il disegno è evidente. Quel gioco è già stato scoperto e non lo accetterà nessuno: Terni ha bisogno di un ospedale pubblico vero, moderno, progettato per reggere i prossimi decenni, non di un compromesso costruito per aprire la strada al privato.

Ma non posso far finta di niente su ciò che è accaduto a Palazzo Cesaroni: l’ennesimo agguato, ben orchestrato, con toni e frasi che nulla hanno a che vedere con un confronto istituzionale serio.

Chi usa questi metodi non può e non deve essere un interlocutore per la maggioranza in Regione. Mi auguro che non siano consentiti altri spettacoli degradanti come quello appena visto. Le istituzioni non sono un palcoscenico dove si intimorisce e si aggredisce l’avversario, né dove si prova a imporre una decisione con la pressione, fisica o verbale.

Ora, se davvero vogliamo parlare di nuovo ospedale, la discussione va portata dove serve: sul modello di ospedale che vogliamo. Non basta dire “lo faccio io” o buttare lì una cifra. Servono tempi certi, l’individuazione del sito entro pochi mesi e l’affidamento della progettazione. 

Serve un progetto serio che guardi alla qualità delle cure e all’organizzazione dei servizi secondo gli standard più avanzati, a partire dai riferimenti internazionali e dalle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sul futuro delle strutture ospedaliere: dove il principio di umanizzazione non è un optional, ma un pilastro. Parliamo di spazi di degenza rispettosi della dignità e della privacy delle persone, percorsi e ambienti pensati anche per familiari e caregiver, un’organizzazione che mette al centro i pazienti e non la propaganda.

Sinistra Italiana Terni è dalla parte di una soluzione pubblica, strutturale e trasparente. La Regione e la Presidente continuino su questa strada, che è l’unica percorribile e credibile per tutte e tutti gli umbri.

Emiliano Listanti
Segretario Provinciale Sinistra Italiana